Suitecase Project
l Suitcase Project è un progetto di mostra itinerante nato nel 2018 a partire da una serie di suggestioni sull’incontro di una valigia con l’arte contemporanea. La valigia come oggetto legato all’arte è presente nella Boîte en-valise di Duchamp, nell’opera-valigia di Nicola De Maria, ed è il mezzo pensato per il trasporto delle sculture da viaggio di Munari. Dice De Maria:
“Cosa non vorresti mai dimenticare di portare con te nel caso dovessi partire al volo? Certamente qualcosa di molto prezioso, anzi di vitale necessità, come un’idea interiore di bellezza o un sentimento di speranza, che guidano le peripezie di ogni ricerca che sia davvero tale”.
Il metodo allestitivo trae invece ispirazione da quello adottato da Lucy Lippard, critica d’arte e curatrice statunitense, per organizzare le sue “Number shows”, mostre di arte concettuale, smaterializzate, che viaggiavano di artista in artista, di Paese in Paese, con le istruzioni di realizzazione contenute in una valigia. La prima mostra in valigia venne realizzata dalla Lippart nel 1968. In occasione dei 50 anni dalla nascita di questo metodo espositivo, il “Suitcase Project” ha voluto rendere omaggio a questo mezzo di trasporto leggero che facilita la diffusione dell’arte attivando dinamiche singolari di interazione tra artisti, opere e sedi di mostra.
“A quel tempo cercavo di creare mostre talmente smaterializzate da poter essere messe in valigia e trasportate da un artista in un altro paese. Dopodiché, un altro artista portava la mostra in un altro paese ancora, e così via. In quel modo, erano gli stessi artisti che allestivano le opere a portarle in giro e a mettersi in rete tra loro, aggirando la struttura museale”.
A queste suggestioni si unisce l’intento di valorizzazione del piccolo formato, che porto avanti dalla collettiva “Small is Beautiful” curata nel 2016-2017 per Zoia – Galleria d’arte contemporanea, Milano, e un crescente interesse per l’espressione artistica legata al paesaggio. Il tutto, all’interno del tipico contenitore che ci accompagna durante il viaggio: la valigia.
Fabio Adani, Annamaria Gelmi, Alessandro Lobino, Lucia Pescador, Fabio Presti, Fabio Refosco e Dado Schapira sono i sette artisti chiamati a interpretare il tema del viaggio secondo modalità e con mezzi differenti, per un insieme di opere intimo e suggestivo. Nove le sedi espositive sul territorio italiano, tra Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Sardegna, con mostre che sono durate da Novembre 2018 a Luglio 2020.
Per ognuna delle sedi ospitanti gli artisti hanno avuto libertà di allestimento, nella convinzione che ogni sguardo, in special modo d’artista, possa fornire una narrazione diversa combinando in vario modo gli stessi elementi compositivi. Come risultato si otterranno nove mostre diverse per allestimento e riadattamento del progetto agli spazi espositivi. Le opere presenti in valigia sono in numero variabile tra uno e sei per artista ed esplorano il tema del viaggio con un’ispirazione intimamente poetica e secondo lo stile fortemente riconoscibile di ognuno.
Dalla riflessione di Fabio Adani sui “Confini”, con opere quasi evanescenti abbinate in dittico a fotografie, agli “Skyline” delle Dolomiti di Annamaria Gelmi con montagne svuotate per valorizzarne il profilo, fino alle cime rosa al tramonto accennate dai fili rossi di Dado Schapira.
Dai paesaggi lacustri dell’ “Inventario del Novecento con la mano sinistra” di Lucia Pescador, alle “Dolci Mete” di Fabio Presti, paesaggi rotondi e materici di gesso e ruggine. Dagli “Orizzonti” nebbiosi di Fabio Refosco, frammenti della linea di confine tra terra e cielo, alle esplorazioni del sottosuolo nei “contemporary fossils” di Alessandro Lobino, carotaggi in resina e pane.
Media Sponsor del progetto è il magazine di arte contemporanea Hestetika, che seguirà il viaggio in tutte le sue tappe. Ufficio stampa: M2F Communication.
Nel 2021 la valigia riprenderà il suo viaggio con altri artisti e altre sedi espositive, per portare uno sguardo nuovo sul già visto e scoprire che vicino e lontano, come tutti gli opposti, si possono compenetrare.
“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” Marcel Proust